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1000 m2
Caratteristiche principali
Codice
V000880
Prezzo
2.000.000 EUR
Classe
NA
Altre caratteristiche e accessori
Stato Immobile
Da Ristrutturare
Grado
Signorile
Posizione
Collina
Panorama
Vista Giardino
Orientamento
Nord Ovest Sud Est
Lati Liberi
4
Giardino
Privato
Arredi
Possibilità
Tipo Soggiorno
Triplo
Riscaldamento
Autonomo
Tipo Riscaldam.
Caldaia
Tipo Impianto
Radiatori
Acqua Calda
Autonoma
Infissi
Legno
Serramenti
Discreto
Accessori
Camino, Lavanderia, Portineria/Custode
Magnifica villa seicentesca di 1.000 metri quadrati circa, si trova sul pendio degradante verso la piana di Massaciuccoli in posizione longitudinale. Il tipo edilizio è riconducibile alla villa toscana con gerarchia dei fronti: il principale, più decorato e di rappresentanza, mentre il retro, più "intimo", si affaccia sull'ampia vasca costruita sulla sorgente che dà il nome al complesso.
Gli spazi interni al piano terreno, si articolano attorno ad una sala di ingresso che distribuisce altri vani di soggiorno e di studio; un'ampia scala a chiocciola, in pietra serena, a disegno particolarmente raffinato, collega il primo e il secondo piano adibiti a camere da letto el ocali guardaroba,che si aprono sulle due terrazze laterali simmetriche.
Nel seminterrato si trovano locali ad uso colonico quali legnaia, deposito a olive, frantoio, nonché le canalizzazioni di raccolta delle acque della copiosa sorgente, ad essi adiacente.Le decorazioni esterne sono caratterizzate da un gusto e un uso a materiali omogenei: cinque fontane a conchiglia sul prospetto principale, con decorazione musiva a ciottoli colorati, e l'ampia
vasca rettangolare del retro sulla sorgente, contornata su tre lati dal parapetto decorato a motivi geometrici, a delfini ed un arco con bugnato rustico, il tutto "punteggiato" da vasi e pinnacoli in pietra.
Il giardino vero e proprio è situato sul fronte principale della villa, con vasca centrale, alberi d'alto fusto, quali magnolie, lecci e cipressi; si sviluppa poi sul lato nord-est della proprietà con un primo giardino all’”italiana", coltivato a rose, biancospini, ortensie, ecc., con aiuole geometriche, profilate
in mattoni, vasca quadrata centrale, ed una serie di canalette per l'irrigazione a cielo aperto, sottolineanti il disegno delle aiuole.
Scendendo di quota, sullo stesso lato nord-est, si sviluppa l'orto-frutteto, con vegetazione ortiva, ed una spalliera a agrumi, addossata al muro del terrapieno est; il viale centrale, pavimentato in cotto, è
sottolineato da una siepe di rosmarino, e si conclude con una esedra semicircolare, decorata in ciottoli policromi, fontana a conchiglia e mascherone.La zona descritta è contornata da un fitto filare di cipressi centenari. Il pendio a monte della villa e giardino è coperto in parte da vegetazione a lecci, platani e "pinus pinea”, ma soprattutto da oliveto, con due costruzioni quali pertinenze agricole della tenuta.
La villa e il giardino esprimono un disegno architettonico raffinato, armonicamente inscritto nell'ambiente circostante. Elemento coordinatore tra il costruito, i coltivi e l'ambiente naturale, è dato dalla sorgente, la cui ricchezza d'acqua, le cui derivazioni sottolineate da una decorazione
omogenea, ne fanno una protagonista visiva ed "acustica" sempre presente in ogni angolo delcomplesso della villa.
La villa e il parco sono passati per eredità all'attuale proprietaria Marchesa Giovanna Spinola, moglie dell'Ambasciatore Antonino Morozzo della Rocca.
La villa con l'annesso giardino delle rose, con la vasca d'acqua sorgiva e con il viale dei cipressi è stata vincolata e dichiarata di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 10 Giugno1939, n° 1089 sulla tutela delle cose di interesse artistico e storico, con Decreto del Ministero dei Beni Culturali.
Non sono state finora rintracciate notizie sicure sull'architetto e sulla data esatta di costruzione della Villa a Quiesa. Questa venne comunque edificata nella seconda metà del'600 dalla famiglia Burlamacchi Nella metà del ‘700 la Villa era ancora di proprietà Burlamacchi; ne parla infatti il pittore G.C. Martini nel suo “Viaggio in Toscana, 1725-1745" (pubblicato a Massa, 169), che dice: "dall'alto del monte Chiesa si scopre un'assai larga striscia dei Mar Tirreno, da Livorno fino al golfo della Spezia. In basso c'è la Villa del cav. Burlamacchi, lucchese, ridotta in cattive condizioni. Vè dinotevole una sorgente d’acqua cristallina che sgorga da una roccia ed è così copiosa da formare un ruscello di forza sufficiente da darmovimento ai magli ed ai mulini che si trovano in quei paraggi". Circa mezzo secolo dopo la Villa passa alla famiglia Spada; nel progetto, redatto nel 1770, a una strada da costruirsi sul monte Quiesa, si prevedeva il passaggio davanti alla Villa di Francesco
Spada(Archivio di Stato di Lucca, archivio di famiglia Arnolfini, Vol.118,n.6)
La famiglia Spada si estinse nel 1880 con la morte del Conte Cesare, che lasciò erede il nipote "exfilia"Cesare Cenami; quest'ultimo, che aveva assunto il cognome Cenami Spada, vendette nel 1915 la Villa e la tenuta che passarono a mano in mano in possesso di vari proprietari. Nel 1927 la Villa e la fattoria vennero acquistate da Beatrice Benini moglie del Comandante di
MarinaG.E. Elia, inventore delle mine magnetiche subacquee. Nell'atto a acquisto è detto che "la villa è in pessime condizioni per modo che deve essere completamente restaurata". La nuovaproprietaria dette incarico all'architetto inglese Cecil Pinsent (che restaurò e ripristinò, tra
l'altro, la Villa "I Tatti” di Bernardo Berenson a Firenze) di completare la facciata e di rinnovarel'internodell'edificio. La Contessa Beatrice Elia Benini donò la Villa a cui era stato dato il nome "Le Sorgenti" alla figlia
Luisa Elia, sposata in prime nozze col Marchese Luigi Spinola e in seconde nozze col GeneraleFrancesco Formigli.
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